<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163</id><updated>2011-07-08T11:36:22.322+02:00</updated><title type='text'>Il Blog del Fiume Volturno</title><subtitle type='html'>Blog dedicato a chi desidera contribuire alla salvaguardia ambientale del più grande fiume del Sud Italia</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-6439348551790337980</id><published>2009-11-21T19:31:00.016+01:00</published><updated>2009-11-21T20:23:10.726+01:00</updated><title type='text'>Capua - Il pasticciaccio brutto del canone di depurazione delle acque reflue</title><content type='html'>Molti cittadini di Capua non stanno pagando il canone per le acque reflue alla concessionaria del servizio pubblico di acquedotto della città “Ing. Antonio Fiore &amp;amp; C.” A lagnarsene è la stessa azienda, che da mesi si è attivata per tentare di recuperare comunque il canone.&lt;br /&gt;I cittadini capuani che non pagano il canone fondano le proprie ragioni sulla sentenza della Corte Costituzionale 335 del 10 ottobre 2008, che ha stabilito la natura meramente tariffaria del canone di depurazione delle acque reflue, dichiarando incostituzionale quanto previsto dall’articolo 175, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006, (Norme in materia ambientale): la norma cassata prevedeva il pagamento del canone anche se il servizio di depurazione fosse stato mancante o temporaneamente non funzionante.&lt;br /&gt;Pertanto la tariffa di depurazione, secondo la Suprema Corte, va corrisposta dal cittadino solo se il servizio di depurazione funzioni realmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406629191476848146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg0mqY8JhI/AAAAAAAAAR0/Urth7ICUIo8/s400/Foto+030.jpg" border="0" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Più di recente il Parlamento, con l’articolo 8-sexies della legge 13 del 27 febbraio 2009, di conversione del decreto legge 30 dicembre 2008, numero 208, recante “misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente” è riuscito a far rientrare dalla finestra quanto la Corte Costituzionale aveva messo fuori dalla porta.&lt;br /&gt;Infatti, se la sentenza 335/2008 imponeva lo stop a nuovi pagamenti ed implicitamente la restituzione agli utenti non serviti dal depuratore della quota indebitamente pagata, l’articolo 8-sexies prevede invece che la tariffa di depurazione sia dovuta anche “nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, a decorrere dall'avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In attuazione della sentenza della Corte Costituzionale la nuova norma ha previsto che i gestori possono provvedere ai rimborsi “anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Qualora però il gestore si adoperi nel frattempo per attivare il servizio di depurazione, “dall'importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In sintesi: chi paga difficilmente riuscirà a rivedere i propri soldi, chi non paga potrebbe tentare di dimostrare che la nuova disposizione è anticostituzionale quanto quelle precedentemente cassate dalla Corte Costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il caso di Capua è paradigmatico della realtà Italiana: molte fogne sfociano ancora direttamente a fiume, ecco quella proveniente da Largo Eboli.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406629918851552290" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg1RAElVCI/AAAAAAAAAR8/ud77-UDZL3o/s400/Foto+015.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Il risultato è evidente: la nuova leggina, imposta per decreto dal governo Berlusconi, da la possibilità ai soggetti gestori del servizio idrico integrato di incassare il canone di depurazione anche solo in presenza dei progetti di allaccio al depuratore.&lt;br /&gt;Questi tubi monchi lasciati a marcire alle intemperie sono parte di un'opera sicuramente progettata, ma della quale non si sa neppure quando ricominceranno i lavori: si tratta del completamento dell’impianto di sollevamento di Largo Eboli, necessario per mandare l’acqua della fogna del centro storico di Capua verso il depuratore di Marcianise.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406631036055027186" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg2SB-pffI/AAAAAAAAASM/5_UyfPuGbzY/s400/Foto+008.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente in centro città vi sono ancora fogne che sversano nel povero Volturno, ecco quella posta sotto via Conte Landone, a pochi passi dall’Ufficio dell’Acquedotto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406631613335011250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg2zog6_7I/AAAAAAAAASU/JWCzrJiBefg/s400/Foto+004.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;L'acqua di alcune fogne però è stata convogliate effettivamente verso il depuratore: questa chiavica è quella di Porta Roma lato Appia, risulta chiaramente asciutta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406632124122776354" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg3RXWNwyI/AAAAAAAAASc/yRzdBgKU46I/s400/Foto+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Questa altra chiavica si trova a Via Giardini: è in asciutta da pochi mesi, fino alla scorsa estate da qui i reflui finivano nel Volturno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406632567546326658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg3rLOoLoI/AAAAAAAAASk/0RBPON8u2-M/s400/Foto+021.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;In questa foto sotto, la tubazione di diametro più grande è il condotto fognario che sposta le acque reflue dalla periferia Nord di Capua verso il collettore che recapita nell'impianto di Marcianise.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406630523758756642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg10NhswyI/AAAAAAAAASE/JJqG7DAQP1M/s400/Foto+020.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Peccato che proprio alla fine di via Giardini vi sia questa imponente chiavica che scarica ancora nel Volturno, segno che solo parte del lavoro è stato realizzato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406634050151282274" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg5BeXMdmI/AAAAAAAAASs/MXqRz9y0aaQ/s400/Foto+022.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A Capua, a rigore della sentenza della Corte Costituzionale, vi sono cittadini che dovrebbero pagare il canone di depurazione, ed altri che non dovrebbero pagarlo. Ma la leggina ha addossato a tutti l'onere di versarlo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In tempi di privatizzazione delle gestioni dei servizi idrici, è bello sfogliare il carteggio tra la ditta Fiore e la Hydrogest Campania Spa, che gestisce il depuratore di Marcianise.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il buon ingegner Antonio Fiore in data 9 settembre 2009 chiede alla Hydrogest “il rilascio di un’attestazione formale e solenne dalla quale risulti se la rete fognaria di Capua è collegata o meno ad un impianto di depurazione, a quale, da quale data e se l’impianto è regolarmente funzionante”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406634573977654674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 291px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg5f9xIlZI/AAAAAAAAAS0/TxG9fn8bU5Y/s400/nv21%5E001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 21 settembre 2009 risponde a mezzo fax l’ingegnere Gaetano de Bari, amministratore delegato della Hydrogest:” Vi comunichiamo che le fognature del comune di Capua fanno capo al comprensorio di Marcianise. Per la depurazione dei liquami si avvalgono dell’impianto di depurazione di Marcianise, realizzato negli anni ’80 dalla Cassa per il Mezzogiorno. L’impianto succitato è funzionante dalla metà degli anni ’80 e non ha mai subito interruzioni di funzionamento”.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406635136347370050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 291px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg6AswhckI/AAAAAAAAAS8/HFaFZVRMToI/s400/nv21%5E002.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Nelle due lettere i responsabili del servizio idrico, Fiore, titolare del solo dispacciamento dell’acqua potabile, il quale incassa anche i canoni di depurazione che deve poi stornare, ed il de Bari della Hydrogest, che verosimilmente li incasserà, non fanno cenno all’articolo 8- sexies della legge 13 del 27 febbraio 2009. Apparentemente tale atteggiamento è inspiegabile: sanno bene che la norma è in vigore da mesi, ma ovviamente preferiscono fare finta che tutta la rete fognaria della città di Capua sia allacciata regolarmente al depuratore. Per evitare di spiegare ai cittadini che chi dovesse pagare il canone di depurazione rimarrebbe incastrato nei cavilli della nuova legge: tanto, per le zone non ancora servite c’è già bello e pronto il progetto di allaccio al depuratore.&lt;br /&gt;Sullo sfondo di questa vicenda restano le autorità che dovrebbero vigilare e che invece latitano: il Comune di Capua, titolare del servizio di fognatura e l’Autorità d’Ambito del servizio idrico integrato di Caserta, appena nata e che dovrà espletare la gara per il servizio idrico integrato, la Regione Campania, titolare dei poteri che furono della ex Cassa per il Mezzogiorno per il disinquinamento del Golfo di Napoli e che ha affidato con project financing la gestione dei depuratori dell'asta valliva dei Regi Lagni alla Hydrogest.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-6439348551790337980?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/6439348551790337980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=6439348551790337980' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/6439348551790337980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/6439348551790337980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/11/molti-cittadini-di-capua-non-stanno.html' title='Capua - Il pasticciaccio brutto del canone di depurazione delle acque reflue'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/Swg0mqY8JhI/AAAAAAAAAR0/Urth7ICUIo8/s72-c/Foto+030.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-8360448272418282733</id><published>2009-06-17T16:58:00.003+02:00</published><updated>2009-06-17T17:11:03.047+02:00</updated><title type='text'>Stiamo Lavorando Per Voi...</title><content type='html'>Il blog è fermo da qualche tempo, ma non l'attività di documentazione che c'è dietro. Presto riprenderò ad aggiornarlo con cadenza settimanale.&lt;br /&gt;Un saluto a tutti i miei lettori!&lt;br /&gt;Mimmo Pelagalli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-8360448272418282733?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/8360448272418282733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=8360448272418282733' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/8360448272418282733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/8360448272418282733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/06/stiamo-lavorando-per-voi.html' title='Stiamo Lavorando Per Voi...'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-5141480255414583662</id><published>2009-03-22T19:18:00.013+01:00</published><updated>2009-03-22T22:20:24.259+01:00</updated><title type='text'>Giornata Mondiale dell'Acqua: fiume Peccia sfigurato sin dalle sorgenti</title><content type='html'>Oggi è la Giornata Mondiale dell'Acqua, e la dedico ad un fiume minore, non certo per importanza: il Peccia. L'acqua è sempre importante, anche quella del più piccolo fiume o della minuscola pozza, grazie alla quale sono germogliate queste primule.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316090030668505858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaLt4_94wI/AAAAAAAAAOE/YOpBd5bhJfY/s400/Foto+002.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Fiume Peccia è figlio di una geografia complessa. Fa parte forzosamente del bacino idrografico del Volturno, pur non essendone un affluente, è infatti affluente del Garigliano. Vi starete chiedendo come mai. E allora vi racconto una storia curiosa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell'epoca del Pleistocene il Volturno era un affluente del Liri - Garigliagno, piegava verso ovest una volta uscito dall' alta valle, a Venafro. Madre Natura durante quell'epoca, più o meno 630mila anni fa, pensò bene di regalare all'alto casertano il vulcano di Roccamonfina: questi deviò, con la forza delle sue lave e dei suoi tufi, il Volturno verso sud - est, tra i monti del Matese e i monti Monaco di Pietravairano e Maggiore: nacque la Valle Alifana. E il Volturno poté incontrare le acque del Sabato - Calore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I due bacini idrografici furono così separati da Madre Natura.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Negli anni '40 del secolo XX Homo Sapiens (Sapiens?) costruì la diga di Capriati al Volturno, che ancora oggi devia 20 metri cubi d'acqua al secondo in una condotta forzata. L'acqua del Volturno viene lanciata verso il Garigliano. Attualmente l'Enel sfrutta il salto idroelettrico di questa grande massa d'acqua in ben cinque centrali di generazione. Volturno e Liri - Garigliano sono di nuovo uniti nello stesso bacino idrografico, l'Uomo ha riunito ciò che Madre Natura aveva diviso. Una forzatura, forse, ma la storia è fatta così.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il Garigliano oggi riceve il fiume Peccia, più o meno dove presumibilmente, in un evo molto antico, riceveva le acque del Volturno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Purtroppo durante l'escursione di oggi il Peccia, qui ripreso nel suo tratto iniziale, a valle di uno dei capi sorgentizi della Campania, si presentava piuttosto malconcio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316083142691872434" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaFc9SXXrI/AAAAAAAAAN8/gLyswHUXzik/s400/Foto+010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La fotografia è stata scattata all'altezza del Mulino d'Arpino, alla fine del sentiero F1 che percorre parte dell'abitato e del territorio del comune di Galluccio, in pieno Parco Regionale di Roccamonfina e Foce Garigliano. Le acque del rivo appaiono segnate da una coloritura tipica dei saponi e dei detersivi. Scarichi abusivi? Saranno più a monte di sicuro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316092452563303810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaN63QrvYI/AAAAAAAAAOM/Fa1kElPFrek/s400/Foto+011.jpg" border="0" /&gt;Anche questa seconda foto non lascia molti dubbi: le piogge sono cessate, le nevi sono ormai sciolte, ma l'acqua ha una brutta patina. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eppure, proprio sulla riva destra del Peccia, che qui rende il suolo torboso, e sotto dei superbi ontani neri, si rinviene questa orchidea in fase di fioritura, nonostante la primavera tardiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316094529583094930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaPzwwynJI/AAAAAAAAAOU/eLbSR-7FyA8/s400/Foto+013.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Poco dopo si incontra un secondo capo sorgentizio: l'acqua, qui non fotografata, si presenta limpida. Purtroppo le brutte sorprese non sono finite. Perché accanirsi contro questo piccolo fiume? Questi rifiuti sono tra una strada sterrata e la riva del fiume.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316098513399723330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaTbposNUI/AAAAAAAAAOc/jgKPczu13C4/s400/Foto+016.jpg" border="0" /&gt; Non potevano poi mancare anche gli scarti dell'officina di un carrozziere: paraurti a go-go. Ma l'acqua è un po' meno torbida, ha appena ricevuto il rivo limpido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316099535380532802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaUXIz5zkI/AAAAAAAAAOk/oL8Ufiwd_oA/s400/Foto+017.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ecco infine le acque del fiume Peccia, ingrossate da un secondo affluente e rese di nuovo color sapone, fotografate dal ponte della Strada Provinciale per Galluccio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316100288895569042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaVC_34zJI/AAAAAAAAAOs/RrqnApqxO-A/s400/Foto+018.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Come si spiega tutto questo? Poco a monte di questo tratto del fiume Peccia - lungo la Provinciale - vi è uno dei depuratori comunali: è in funzione, ed è di taglia abbastanza grossa.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316101806334461922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaWbUxgx-I/AAAAAAAAAO0/IReueWhgnwE/s400/Foto+024.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Evidentemente, tutta questa acqua depurata, posto che il depuratore sia omologato alle severe norme attualmente in vigore nell' Unione Europea, è troppa per essere immessa in un corpo idrico recettore così piccolo. L'effetto sapone che si ottiene nel fiume più a valle è - del resto -del tutto evidente.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Peccato: il borgo di Galluccio, con la bella Collegiata di Santo Stefano, sono bei posti davvero.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316105835588297058" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaaF26fIWI/AAAAAAAAAO8/ohqR6v6EKGU/s400/Foto+028.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Torno verso località Mieli, dove ho lasciato l'automobile per la scarpinata, con un pensiero: è possibile trattare ancora un fiume così nel XXI secolo? E in pieno Parco Regionale? Vedrò mai il giorno in cui i fiumi e gli alvei saranno rispettati come cosa sacra? Costerebbe poi tanto rimuovere quei rifiuti, allacciare gli scarichi abusivi al depuratore e trovare un sistema di allontanamento dell'acqua (depurata?) più efficace e meno violento per il piccolo fiume Peccia?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se mai fossero possibili sarebbero forse piccole cose, e grandi segni di civiltà al contempo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-5141480255414583662?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/5141480255414583662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=5141480255414583662' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/5141480255414583662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/5141480255414583662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/03/giornata-mondiale-dellacqua-fiume.html' title='Giornata Mondiale dell&apos;Acqua: fiume Peccia sfigurato sin dalle sorgenti'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/ScaLt4_94wI/AAAAAAAAAOE/YOpBd5bhJfY/s72-c/Foto+002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-514985665788091337</id><published>2009-02-28T15:14:00.013+01:00</published><updated>2009-02-28T17:18:23.423+01:00</updated><title type='text'>Lavori sul fiume: quando l'uomo sbaglia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Vorrei pescare, o magari fare solo due passi tra gli alberi e l'acqua dell'amico fiume. Ma il Volturno, spesso e volentieri, mi "tira per la giacca". Oggi ho smesso di pescare presto, non ho beccato nulla, e ho documentato un attacco all'integrità del Volturno. Travestito da lavori di rimodellamento delle sponde. Puo' mai l'uomo rimodellarre una sponda? La risposta è si, naturalmente, ma a condizione di saper imitare il lavoro del fiume, o di saperlo assecondare. Diversamente, si rischia di sfiorare il ridicolo (o la tragedia), a seconda dell'entità del lavoro fatto e degli eventi che ne seguono.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ecco come lavora il mio amico fiume, se lasciato libero di scodinzolare durante le sue copiose piene. Le foto sono state tutte scattate oggi, in località Mastrati, comune di Pratella, provincia di Caserta, in riva idrografica sinistra del fiume Volturno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307853928751499074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalJBqblB0I/AAAAAAAAAMs/V1FJ9t26o4E/s400/Foto+011.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nella foto sopra appare la vegetazione di questo territorio golenale: è chiaramente "pettinata" dalla furia delle acque, giunte sin qui durante le ultime piene. In questa zona si rinvengono copiosi depositi di limo e di argilla, i materiali più leggeri, quelli che la piena tende a spingere più lontano dal "vivo" della corrente. Camminando dalla golena verso il fiume, ecco l'argine naturale, costruito negli anni dal lavoro del fiume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307855669452294994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalKm_C_S1I/AAAAAAAAAM0/ppaHjj3KKQE/s400/Foto+017.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Nella foto sopra è visibile un deposito di ghiaia, impastato con sabbia e limo. Questo materiale è vivo, fertile, e da la possibilità alla vegetazione riparia di rendere l'argine forte ed allo stesso tempo flessibile. Un lavoro certosino, costruito piena dopo piena. L'impasto è reso possibile dal calibro dei ciottoli, che non sono eccessivamente grandi. Oltre l'argine, c'è un letto di riserva costruito dal fiume, fatto dall'uomo si chiamerebbe cassa di espansione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307857402061055010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalML1hG5CI/AAAAAAAAAM8/x1REJ4fvoNQ/s400/Foto+018.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Questa fotografia sopra va guardata con attenzione. Qui il fiume scorre solo quando è in piena. A sinistra di chi guarda c'è l'argine, in mezzo un letto di ghiaia a grana grossa, che solo una forte corrente può spostare, infine a destra c'è la sponda, contrassegnata da una vegetazione mediamente più piccola di stazza. Sono salici da ceste per lo più. La vegetazione più importante imbriglia con le radici l'argine, quella minore la sponda, che deve essere più flessibile dell'argine, quando arriva la piena. E finalmente, oltre la sponda degradante, scolpita mirabilmente dallo scalpello delle acque, ecco il fiume.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307861051885042546" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalPgSK9O3I/AAAAAAAAANE/jZ_ubg_l7Q8/s400/Foto+020.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;E' un lavoro perfetto. Man mano che ci si avvicina all'acqua, i ciottoli si fanno via via più sottili. Si vede anche la sponda opposta. Alta, coperta da vegetazione, in perfetta tenuta. Se l'uomo vuole, può tentatre di imitare questo lavoro, magari non sarà così perfetto, ma siamo pur sempre esseri umani e non divini. Di sicuro sarà un lavoraccio: ci vogliono squadre di operai armate di badili, un direttore dei lavori, e un buon consulente botanico, che sceglie le essenze giuste da piazzare qui e lì. Inoltre, un tale cantiere, dovrebbe durare necessariamente mesi. Per controllare il regolare attecchimento delle essenze arboree ed erbacee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quando l'uomo inizia a lavorare così come mi appresto ad illustrare, francamente, dimostra di non aver capito nulla del fiume, o di aver capito solo cose che nulla hanno a che vedere con la Natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco l'uomo al lavoro sul Volturno, a Mastrati, oggi, un po' più a valle dello spettacolo sublime ripreso nelle immagini sopra.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307863714358354146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalR7QqD4OI/AAAAAAAAANM/nAMfAM6zdvg/s400/Foto+022.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In questa foto io sono appostato dietro un albero, in riva destra, e si vede sulla sponda della riva sinistra una ruspa che lancia la sua pala nell'acqua per prelevare ghiaia. Mentre ero nel mio piccolo angolo di paradiso, il rumore di questa macchina ha attirato la mia attenzione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307864990478963746" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalTFik7FCI/AAAAAAAAANU/-wrcIJqHO8c/s400/Foto+025.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In questa seconda foto, è ancora più evidente il tutto: la ruspa, presa la ghiaia dal fondo del fiume, la ripone sulla sponda. Il letto viene scavato e la sponda rialzata. Mi chiedo: ha un senso tutto questo? La foto sotto mi dice che non ha senso e per molti motivi.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307866242654298114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalUObSyYAI/AAAAAAAAANc/PWEDtpE2JNI/s400/Foto+029.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La sponda è stata rialzata, con la ghiaia ripresa dal fondo, quella a grana più grossa, sono ciottoli molto grandi, compongono una tessitura che non consentirà con facilità il riattecchimento del boschetto di sponda, che intanto c'era ed è stato distrutto. Di più: andiamo incontro alla buona stagione, il livello del fiume scenderà e quindi i primi salici da ceste sono destinati a germogliare su un sottosponda che ora è ancora sommerso. Con la prossima piena, che potrebbe tranquillamente arrivare entro la primavera, quei ciottoli grossi e così concionati a mo' di sponda, franeranno verso il centro del letto del fiume. Dietro, a timida difesa della strada di campagna, resta l'argine naturale. Perchè so già che franerà tutto? Semplice, lì in mezzo c'era un'isola, che ora è stata completamente divelta. Il fiume qui, per effetto di diverse e divergenti linee di livello dell'alveo, tende naturalmente a dividersi in due rami, per poi ricongiungersi poco a valle. Ora però la mano dell'uomo ha rimodellato la sponda abolendo un'isola, e senza dare respiro alle acque costruendo una cassa di espansione come si dice in gergo, tra sponda e argine. Peccato che il committente di questa opera (pubblica?) sia a me ignoto, come resta ignoto l'esecutore dei lavori. Manca una tabella che renda ragione di questi dati elementari. Mi piacerebbe tanto dire al committente che è un'opera mal fatta ed inutile, e che tanto il fiume presto riprenderà se stesso ed in maniera rovinosa. Intanto i lavori hanno provocato un danno alla fauna ittica: lì sotto potevano esserci dei letti nuziali di trote, ormai la "frittata di uova di fiume" è fatta. Sono state distutte piante utili per la vita della sponda, e molti uccelli sono stati cacciati dai loro nidi. Qui è pieno di acquatici.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307870136633705282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalXxFf0w0I/AAAAAAAAANk/KbLvTb_91sA/s400/Foto+031.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La foto sopra ha una sorta di didascalia incorporata. A sinistra si vede l'opera della ruspa, che ha creato un ghiareto artificiale, del tutto inutile, male assortito, e destinato a rovinare in acqua. A destra si intravede ciò che resta di una sponda alta, ricca di vegetazione e destinata a durare. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307871656357430818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalZJi6MhiI/AAAAAAAAANs/ae__jXx4hcQ/s400/Foto+030.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ultima chicca nella foto sopra: il lavoro fatto nei giorni scorsi sta già franando, il teleobbiettivo non mente. Nei mesi scorsi qui il fiume è straripato, ovvio. Forse qualche lavoretto andava fatto. Ma così proprio no.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Domenica scorsa il fiume mi ha regalato una bella trota per cena. Oggi l'amico Volturno chiede un favore in cambio: chissà perchè stamattina non abboccavano...tutti quegli ami impigliati nei rami, poi uno stivale bucato, l'acqua gelida tra piede e coscia destra. Segni: il fiume mi ha richiamato alle armi del cronista, e mi ha costretto ad usare i panni del pescatore solo come travestimento, per non dare nell'occhio e documentare questo scempio. Uno dei tanti che deturpano il fiume e ne alterano la normale funzionalità, uno in più, uno di troppo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-514985665788091337?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/514985665788091337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=514985665788091337' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/514985665788091337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/514985665788091337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/02/lavori-sul-fiume-quando-luomo-sbaglia.html' title='Lavori sul fiume: quando l&apos;uomo sbaglia'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SalJBqblB0I/AAAAAAAAAMs/V1FJ9t26o4E/s72-c/Foto+011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-2947801901139918206</id><published>2009-02-22T16:08:00.024+01:00</published><updated>2009-02-22T18:47:58.865+01:00</updated><title type='text'>Volturno: apertura della pesca alla trota. Presa! E preso!</title><content type='html'>Oggi sveglia alle cinque del mattino. Suona, ma sono già con gli occhi aperti. Il tempo di un caffè, una tazza di latte da un quarto di litro, una fetta di pane con sopra un copioso cucchiaino di marmellata e sono già in tenuta da pesca. Fino a qualche giorno fa, penso tra me e me, ero indeciso. Ora invece vado. Chissà quanto freddo troverò tra Campania e Molise - mi chiedo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;La memoria scivola alla mattina del 18 febbraio, quando la neve era scesa fin sul Tifata, i 605 metri di colle dietro casa mia, vedetta di pianura verso il monte: eccolo nella foto sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305641143062628050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaFsglXyBtI/AAAAAAAAAKs/qj_jSILVHEM/s400/Foto+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ha un senso tentare la pesca alla trota con una tecnica da primavera inoltrata con tutto questo freddo? La risposta può darla solo l'amico di sempre, il fiume Volturno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prima delle 7 del mattino sono già a Pietravairano, in media valle, provo a pulire il parabrezza dell'automobile, ma l'acqua dello spruzzatore gela sul vetro. Mi vedo costretto ad accendere il riscaldamento del veicolo: sarà solo la prima seccatura di una giornata che si annuncia indimenticabile. Di aperture con la nebbia, con la pioggia e col freddo, ne ho viste, ma con il gelo non mi era mai capitata. Mancava!&lt;br /&gt;L'arrivo a Capriati al Volturno, in riva sinistra del fiume, è salutato dalla neve: si affaccia copiosa dai monti del Molise, poco sopra quei versanti si trovano le sorgenti del Volturno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305643387517254242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaFujOndumI/AAAAAAAAAK0/EB40J30uLHM/s400/Foto+004.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Sono le 7:20, inizia la mia prima battuta di pesca del 2009. Mi addentro nella vegetazione riparia, tra ontani neri, salici neri, pioppi bianchi, salici da vimini. Percorro un sentiero che conosco. Il sole è ormai sorto, mi volto ad oriente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305644516256648802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaFvk7f6DmI/AAAAAAAAAK8/3RqW3MPgVMg/s400/Foto+011.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma non riesce ancora a scaldarmi: a terra, nelle pozzanghere, croste di ghiaccio si spaccano sotto le suole dei miei stivali. Le mani iniziano ad arrossarsi. Ecco il Volturno, acqua di neve, ma non troppo, forse come non credevo: temevo una velatura maggiore...e invece...&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305647324554483858" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaFyIZOSWJI/AAAAAAAAALE/EIQBnOX2KCI/s400/Foto+006.jpg" border="0" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Tento la prima sortita con un'esca artificiale per acque velate, basse e veloci. Inizia il duello con il fiume e le sue bizze.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305648481429666738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaFzLu60u7I/AAAAAAAAALM/Uc6NBDaLjR0/s400/Foto+010.jpg" border="0" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La mia stoccata è fuori tiro di molto: acqua troppo veloce, e anche troppo profonda, devo spostarmi, o cambiare artificiale. Provo a guardarmi intorno. Qui sotto il livello dell'acqua è più basso, ma il lavoro della mia esca paga un dazio sulla velocità, francamente eccessiva. Rischio più volte di incagliare l'amo-esca tra i sassi.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305650261988454722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaF0zYBHsUI/AAAAAAAAALU/uYCoNFenkco/s400/Foto+014.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il frastuono dell'acqua invade la mia mente, il freddo penetra sotto la pelle delle mani, l'aria frizzante del primo mattino va su per le narici: troppe distrazioni. Il mio primo assalto finisce qui, con diversi lanci a vuoto su questo tratto, troppo veloce, ancorchè basso. Le trote, se ci sono, si muovono poco, per tenere al minimo il consumo di energia. Occorre stanarle entrando con l'esca fin dentro le buche dove trovano riparo e cibo.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305651539811781458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaF19wR8S1I/AAAAAAAAALc/p9Q4z8f3xvs/s400/Foto+015.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Cambio tattica, e quindi esca: scelgo un artificiale meno vistoso, ma più pesante, con la campanella che produce ultrasuoni, e con una colorazione argento, più indicata per acque limpide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305653362058556994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaF3n0rbdkI/AAAAAAAAALk/5aFYUemntyc/s400/Foto+016.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Punto tutto su questo numero 1, un cucchiaino rotante color argento a pallini rossi, dotato di campanella. Basterà? Mi rispondo di no e scovo questo posto: osservatelo con attenzione nella foto sotto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305654201740976210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaF4YsvUYFI/AAAAAAAAALs/MUqXVK-Cvmc/s400/Foto+025.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Oltre questi salici stecchiti dal freddo, in primo piano, si vede la sponda di un isolotto, c'è l'erba, la corrente su quel lato è meno minacciosa, e c'è una bella buca lì sotto. Una di quelle buche ad acque veloci dove possono insediarsi solo predatori di taglia, con capacità di presidio del territorio di caccia. Se ne impadroniscono scacciando gli intrusi, approfittando di tutto quanto la corrente trasporta di buono per la loro mensa. Lancio nella buca, e ritiro verso la corrente. Nulla si muove, insisto, cambio posizione ma di poco, avanzo in acqua, con la corrente sopra le ginocchia...Ad un tratto la canna si piega, il mulinello frinisce: il pesce è abboccato. Inzia un breve combattimento. Un minuto o poco più, sessanta secondi che sembrano sessanta ore, il guadino sotto la coda, alla fine eccola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305658384551186754" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaF8MK6_EUI/AAAAAAAAAL0/Q483W-VbDAw/s400/Foto+022.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ve la presento. Genere: Salmo, Superspecie: Trutta, Sottospecie: Fario. E' una trota femmina di 33 centimentri di lunghezza e 400 grammi di peso, sarà la mia cena. E' stata catturata alle 9:30 antimeridiane di oggi. Appartiene, probabilmente, ad una popolazione immessa, perchè presenta la pigmentazione di una trota nord europea, di ceppo Atlantico. Ma si è inselvatichita qui. Le potenti pinne, la caudale, la dorsale e le ventrali, ne testimoniano la presenza in acque libere da molto tempo, alcuni anni. Una lieve ferita sul capo è il tentativo, andato a vuoto, di un uccello acquatico di sottrarmi la preda. Il sole si sta alzando, e sto pescando con la luce alle spalle, devo guadare il fiume, per poter pescare controsole, ed evitare che la mia ombra possa spaventare altre prede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305661053835842098" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaF-niyCkjI/AAAAAAAAAL8/f_rHkW24e-c/s400/Foto+030.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Guado il Volturno e corro verso l'isolotto che mi ha regalato la prima trota dell'anno. Il fiume mi prende, vince ogni mia resistenza: ora la preda sono io. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ecco l'argento del sole che bacia l'acqua appena increspata, alla fine del guado. Sono in caccia, da questo momento potrei anche smettere di pescare, ma avanzo lungo la sponda appena conquistata, è più forte di me.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305662699055823346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaGAHTtDOfI/AAAAAAAAAME/MSrmD8a0Qck/s400/Foto+033.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Cerco ancora buche e buchette, più a valle, proprio lì, dove anche la scorsa stagione ne ho presa una...ma non diciamolo troppo in giro però!&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305663650059365170" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaGA-qd9qzI/AAAAAAAAAMM/fuQ1RQSc1rk/s400/Foto+037.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Incontro un collega pescatore, viene da Benevento, decide che devo farmi fotografare... "su dai, posa fiera e piscatoria!"&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305665569803325410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaGCuaElz-I/AAAAAAAAAMU/oOXKVvrr2OQ/s400/Foto+041.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Mi presento. Genere: Homo, Superspecie: Sapiens, Sottospecie: Trotaiolo del Volturno. Esemplare maschio, di 172 centimetri di altezza e 73 kg di peso. Livrea invernale, completa di cappello in cuoio, canna da pesca in spalla. Si è inselvatichito qui e vorrebbe pescare ancora, ma...il fiume dice che è arrivato il momento di smettere, almeno per oggi.  Poco dopo aver scattato la foto sopra, eseguo una manovra fatta migliaia di volte, ma un ramo non si spezza, la lenza non cede e un amo, disincagliato contro ogni previsione dalla sponda di fronte, torna indietro fiondandosi nella pelle del pescatore: io allamato. Il consiglio dei colleghi pescatori testimoni della scena è unanime: "Per oggi hai finito di pescare, vai al Pronto Soccorso di Venafro, fatti togliere l'amo dal mento!" Da Capriati, in pochi minuti sono a Venafro. Ringrazio tutti i medici e gli infermieri: pronto soccorso da manuale, bravi. E non ho dovuto neppure spiegare come è fatto un amo. "Sa, ogni tanto qualche pescatore vien da noi a farsene togliere uno - mi spiegano. Operazione "pescatore slamato" riuscita in pochi secondi. Peccato che tra poco la Regione Molise chiuderà Ospedale e Pronto Soccorso a Venafro. In caso di incidente, se non avessi trovato questa struttura ancora aperta, sarei dovuto spingermi fino a Cassino, o ad Isernia. Un appello da qui, per quel che può servire: non chiudete il presidio ospedaliero dell'Alta Valle del Volturno! Qui le distanze pesano. Saluto, ringrazio, prometto che inserirò l'appello nel blog e vado via. Con mio fiume nel cuore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305669290173358178" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaGGG9h7YGI/AAAAAAAAAMc/O0hfi1Hed2I/s400/Foto+035.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche questa volta il Volturno mi ha dato la sua severa e amichevole lezione. Entusiasmo si, frenesia no. Una trota nel cestino e un pescatore al Pronto Soccorso. Duello finito in evidente parità. E poi: bisogna saper sceglier il momento in cui fermarsi o rallentare. Ho imparato a leggere l'acqua negli anni scorsi per imparare a pescare. E' iniziata la fase due: imparerò a leggere quel che mi accade sul fiume, per capirne e saperne di più: diventerò saggio? Chi lo sa, vedremo! Sabato prossimo quasi quasi, se il tempo regge...torno a pescare? E se si, dove? Vedremo!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-2947801901139918206?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/2947801901139918206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=2947801901139918206' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/2947801901139918206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/2947801901139918206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/02/volturno-apertura-della-pesca-alla.html' title='Volturno: apertura della pesca alla trota. Presa! E preso!'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SaFsglXyBtI/AAAAAAAAAKs/qj_jSILVHEM/s72-c/Foto+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-3638394852794484637</id><published>2009-02-14T17:15:00.021+01:00</published><updated>2009-02-14T18:44:59.960+01:00</updated><title type='text'>Volturno, Oasi di Salicelle: evitiamo che diventi una discarica</title><content type='html'>Torno finalmente dal mio fiume, dopo settimane di piogge, e ondate di piena fino alla noia. Qui il fiume Volturno è sbarrato dalla traversa irrigua e idroelettrica di Ponte Annibale, tra Capua e Bellona. Oggi percorro la strada che porta dentro il grande invaso idroelettrico e irriguo da 8 milioni di metri cubi d’acqua, formato da questa diga.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302688696088920642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZbvRjTcAkI/AAAAAAAAAI0/E7zANV1pwyk/s400/Foto+002.jpg" border="0" /&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Percorrendo la provinciale in tenimento del comune di Capua, e continuando sulla Statale Sannitica, imbocco una stradina vicinale. Ecco il primo cartello: divieto di caccia.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302689550912279122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZbwDTxNUlI/AAAAAAAAAI8/may7-KAfXz4/s400/Foto+004.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Questa è un'Oasi di protezione della fauna selvatica designata dalla Provincia di Caserta nel Piano Faunistico e Venatorio, si chiama Salicelle ed è una zona umida dove passano, vivono, nidificano, si riproducono e svernano oltre 130 specie d’uccelli acquatici. &lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302690163911603202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZbwm_XotAI/AAAAAAAAAJE/LSCWbuBncoQ/s400/Foto+035.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Questo vasto territorio, ben 200 ettari, dovrebbe essere gestito dalla Lega italiana protezione uccelli di Caserta. Il condizionale è d’obbligo: come si fa a gestire un territorio così vasto e con tanti problemi non proprio piccoli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302691174820528082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZbxh1TGv9I/AAAAAAAAAJM/vfKTEHUokZ0/s400/Foto+025.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Incontro Matteo Palmisani, presidente della Lipu di Caserta: binocolo, stivali, berretto. “Ci vorrebbero lavori di consolidamento della sponda, questa strada dovremmo chiuderla, e poi qui vengono sempre di notte a scaricare rifiuti – dice sconsolato. Alza le spalle, mi promette di tornare, mi consiglia un appostamento per fotografare i Moriglioni in volo, ma non tornerà in tempo per incontrarmi di nuovo. Poco male. Mi metto in giro con la macchina fotografica e mi sembra di tornare indietro di anni. Qui nulla è cambiato, e purtroppo non è solo una considerazione positiva.&lt;br /&gt;C’è da chiedersi - tanto per cominciare - perché questo gelso, memoria vivente del lavoro delle antiche seterie borboniche di San Leucio, sia stato bruciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302692291879266386" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZbyi2qqaFI/AAAAAAAAAJU/L4PW9QT3f7g/s400/Foto+020.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso capire l’erosione continua delle sponde, dovuta allo stato di perenne invasamento e alla furia delle acque del Volturno, ma questi sono rifiuti speciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302693040690323730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZbzOcNIYRI/AAAAAAAAAJc/E-V861agTdI/s400/Foto+017.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora: un principio d’incendio nel canneto in riva al fiume, con tutta la pioggia dei giorni scorsi, mi pare quantomeno inusuale. E quelle vecchie coperte militari, chi le ha lasciate? &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302702294609406466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZb7pFvXqgI/AAAAAAAAAKM/vKoIZMKokJo/s400/Foto+008.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un vero peccato, perché qui il posto è veramente bellissimo, di uccelli se ne vedono pochi solo perché si sta facendo tardi, ma non perdetevi il panorama. Monte Tifata che domina il fiume Volturno invasato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302695175802851250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZb1KuHoD7I/AAAAAAAAAJs/om8xmRscJIc/s400/Foto+027.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I canneti stecchiti dal freddo sono un rumoreggiare di richiami. Eppure trovo le tracce di un bivacco. Erano bracconieri o scaricavano rifiuti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302696095124259938" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZb2AO27hGI/AAAAAAAAAJ0/UVWFXqaEXRw/s400/Foto+043.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rinvengo anche questa carcassa, una scrofa di maiale: hanno tentato di bruciarla con delle cassette di plastica, non mi capacito del perché sia ancora qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302696948430647554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZb2x5rBsQI/AAAAAAAAAJ8/x8TzCJmWnAs/s400/Foto+044.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Questo luogo dovrebbe presto diventare il fiore all’occhiello e la porta d’ingresso del costituendo Parco Regionale della Media Valle del Volturno. Onestamente bisognerebbe iniziare a fare buona guardia a quel che c’è. Eppure in anni passati la Polizia Provinciale qui era di casa. Gli agenti si aggiravano da queste parti con tanto di mitragliette, e ora? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302697915897300402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZb3qNxDRbI/AAAAAAAAAKE/zs0T1PLd7-8/s400/Foto+056.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rifiuti a go go nel cuore dell'Oasi di Salicelle, fiume Volturno, provincia di Caserta. Eppure qui ci sono 8 milioni di metri cubi d’acqua che nella prossima stagione estiva servirà per l’irrigazione dei comprensori di Mazzafarro e Parete, nel Basso Volturno, e al ritmo di 20 metri cubi al secondo: ma si scaricano rifiuti e s’incendiano.&lt;br /&gt;Sono stati segnalati proprio qui anche casi di bracconaggio verso l’avifauna, non ho rinvenuto però bossoli di calibro 12, ma è pur vero che basta poco per fare pulizia in certi casi. Intanto un falco di palude osa su Salicelle.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302703531929581810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZb8xHHfOPI/AAAAAAAAAKU/_oY9w6YdaF8/s400/Foto+039.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L’Associazione Fiume Volturno Onlus, presieduta da Stefano Montone, segnala che in questo tratto di fiume la composizione della fauna ittica è gravemente alterata in favore di specie alloctone (Gambusie, Pesci gatto americani e Carassi) che si stanno rapidamente sostituendo alla fauna ittica locale: carpe, tinche, scardole, alborelle e cavedani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Serve sicuramente un piano integrato per salvaguardare l’Oasi di Salicele: per il consolidamento delle sponde dell’invaso, ove necessario, con interventi d’ingegneria naturalistica, un ripopolamento adeguato per la fauna ittica, che sfrutti anche il vecchio progetto del Consorzio di Bonifica del Medio e Basso Volturno, che prevede la costruzione delle scale di monte per i pesci a valle della diga, in modo da permetterne la naturale migrazione. Ecco una sponda da rinsaldare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302704463914877410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZb9nXCGQeI/AAAAAAAAAKc/p6-9uyLOpOM/s400/Foto+054.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;E’ tempo d’opere pubbliche verdi, del resto. La più dura recessione economica degli ultimi decenni si vincerà iniziando anche da qui: dando ali a questo spicchio di natura che chiede solo di continuare a vivere. Salicelle è un marchio di qualità per questo circondario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui intorno ci sono tra le più pregiate produzioni vinicole e olearie della provincia di Caserta: i vini dell’Indicazione geografica tipica Terre del Volturno, famosi il Casavecchia ed il Pallagrello, e l’olio extravergine d’oliva Colline Caiatine a Denominazione di origine protetta.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutti questi prodotti devono parte della loro unicità alle argille antiche di questa zona: in parte originate dal preistorico mare di Tetide ed in parte prodotte del lavoro millenario del fiume Volturno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302707794021269330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZcApMpVP1I/AAAAAAAAAKk/nB8rJCl4w-Y/s400/Foto+030.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Dedico questo post a tutti coloro che si sono battuti negli anni per l’istituzione di quest’Oasi, e chiedo a tutti quelli che ritengono di poter fare qualcosa di scrivere in calce al post. Aiutiamo la Lipu di Caserta a mantenere questo presidio sul territorio, che può produrre occupazione, sviluppo ecocompatibile e turismo verde? Proviamoci!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-3638394852794484637?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/3638394852794484637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=3638394852794484637' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/3638394852794484637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/3638394852794484637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/02/volturno-oasi-di-salicelle-evitiamo-che.html' title='Volturno, Oasi di Salicelle: evitiamo che diventi una discarica'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SZbvRjTcAkI/AAAAAAAAAI0/E7zANV1pwyk/s72-c/Foto+002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-2428010057355529401</id><published>2009-01-17T14:32:00.015+01:00</published><updated>2009-01-17T17:35:11.408+01:00</updated><title type='text'>Volturno a Ponte Annibale: usi (buoni e cattivi) degli argini naturali</title><content type='html'>Il fiume Volturno è da poche ore ridisceso di livello, ieri sera era ancora decisamente in piena. Eccolo oggi intorno alle 13 visto da Ponte Annibale, tra Capua e Bellona, nel tratto finale della media valle. In fondo alla foto si intravede l'omonima traversa irrigua ed idroelettrica, posta a monte del ponte, gestita in condominio dal Consorzio di Bonifica Integrale del Medio e Basso Volturno e dall'Enel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292270371866866914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SXHr3RJy9OI/AAAAAAAAAIE/YpkLuPKTyb4/s400/Foto+014.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Questo tratto del fiume è caratterizzato dalla quasi totale assenza di argini artificiali, e dalla discesa del Volturno in bassa valle, mediante l'attraversamento di un canyon in tufo del Vesuvio, geologicamente importante, e noto come "le strette di Triflisco", eccole, sono a valle del ponte.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292272854389643810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SXHuHxRWWiI/AAAAAAAAAIM/rtW2R_xs9Hk/s400/Foto+004.jpg" border="0" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In una tale situazione è normale che l'uomo faccia uso delle stutture arginali e delle zone retroarginali per scopi produttivi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ecco un esempio di uso produttivo adeguato e pertinente dell'argine in terra e della zona retro arginale del fiume Volturno: un bel meleto, cultivar "annurca" si staglia tra la sponda, la riva e la strada, non visibile nella foto sotto, oltre la quale c'è il bosco di San Vito, lungo le pendici dei monti del Tifata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292274252172091794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SXHvZIap4ZI/AAAAAAAAAIU/quoBTAY_Qas/s400/Foto+010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Il meleto, oltre a produrre reddito per l'agricoltore che conduce il fondo, rende un servizio alla collettività: le radici degli alberi da frutto trattengono, e stabilmente, l'argine in terra sul quale sono stati piantati, evitano così che questo possa franare a valle, per effetto della corrivazione delle acque di pioggia, produce quindi un beneficio diretto all'ambiente. In più il meleto evita che in futuro debbano spendersi soldi pubblici per consolidare il versante. Ultima chicca: il meleto non è un meleto qualsiasi, ma di varietà "annurca", poco bisognoso di trattamenti chimici, al punto che queste mele possono considerarsi da produzione biologica, ancorchè non certificate come tali. L'agricoltore meriterebbe un premio: produce per se, commercia un prodotto agroalimentare di elevata qualità, non inquina, consolida l'argine e la zona retroarginale. E se il Volturno dovesse esondare in quel punto? I danni al meleto sarebbero contenuti e poco onerosi per la collettività, chiamata a risarcire con la dichiarazione di stato di calamità, e comunque facilmente riparabili. In compenso, durante il ritorno in alveo delle acque di piena, gli alberi da frutto consentirebbero di conservare intatto il versante arginale. Il frutteto si trova in riva idrografica sinistra, in tenimento del comune di Capua, tra il fiume Volturno e la strada provinciale Galatina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si varca Ponte Annibale, e si entra in comune di Bellona per vedere cosa c'è esattamente di fronte al bel meleto della sponda capuana.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292277390849697250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SXHyP05tZeI/AAAAAAAAAIc/piN9bia3U9w/s400/Foto+012.jpg" border="0" /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Capannone industriale, o forse commerciale, è in costruzione da non meno di 12 anni, non ha mai prodotto reddito privato, ma solo costi, ovviamente, essendo ancora oggi in costruzione. Ecco un particolare assolutamente inequivoco.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292278303885669922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SXHzE-OctiI/AAAAAAAAAIk/DKlSV7Frvdc/s400/Foto+006.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Il manufatto è posto a circa una trentina di metri dalla linea oltre la quale si scende verso la riva idrografica destra del Volturno, ed è insediato in una zona che appare chiaramente sottoposta e a monte rispetto a Ponte Annibale, del quale si vede la ringhiera in foto. L'argine in terra è stato privato di qualsiasi forma di vegetazione arborea, in più è stato costruito un cordolo di cemento per delimitare l'area dello stabilimento dalla linea di accesso alla riva, cosa che sicuramente altera il naturale corrivamento delle acque di pioggia, e che in caso di esondazione finirebbe per favorire il ristagno dell'acqua di piena all'interno dello stabilimento, contribuendo all'innesco di fenomeni franosi in fase di deflusso. Non è dato sapere cosa produrrà o commercerà il manufatto, anche ammettendo che le sue produzioni non saranno inquinanti, di sicuro è destinato nel tempo a rappresentare un pericolo ed un costo per la collettività. L'argine in terra ha perso definitivamente la sua regolare funzionalità fluviale, il cordolo di cemento e l'impermeabilizzazione dell'argine, in futuro, alimenteranno fenomeni erosivi. A lungo andare, al fine di "difendere" la futura "fabbrica" si dovrà consolidare la sponda ed il versante, cosa che verosimilmente avverà con sistemi altamente impattivi per l'ecosistema: cemento armato. Del resto, se quel versante dovesse franare, Ponte Annibale rischierebbe di esserne coinvolto, e non si potrebbe non difendere un ponte. Inoltre, in caso di alluvione, i danni privati sarebbero enormi, e caricati tutti sul pubblico erario, grazie alle consuete dichiarazioni di stato di calamità naturale. Ad oggi, il fenomeno erosivo (costo per la collettività) è già silenziosamente in atto da molti anni, mentre i presunti benefici (incremento dell'occupazione e del reddito) sono ben lungi dall'essere stati realizzati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vi starete chiedendo: perchè preoccuparsi tanto della tenuta delle sponde e degli argini in terra in una zona che appare abbastanza alta sul fiume e di veloce decorso delle acque? Domanda pertinente: ecco il perchè in questa foto, sempre scattata da Ponte Annibale, con il teleobiettivo.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292283970990660962" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SXH4O11kXWI/AAAAAAAAAIs/cMnLnrKUk00/s400/Foto+002.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La diga è poco a monte del ponte, sarà un chilometro o poco più, e subito a valle l'alveo è totalmente impermeabilizzato e sopraelevato per oltre 60 metri in larghezza e per oltre 100 metri in lunghezza, prima di tornare al suo corso naturale. La capacità dell'invaso - posto a monte della diga - è pari a 8 milioni di metri cubi d'acqua, che diventanto molti di più per effetto delle piene. Anche le più oculate manovre sulle 3 paratoie della diga (una delle luci non è visibile perchè coperta dalla vegetazione spondale) non possono certo impedire che l'acqua passi di qui velocissima - perchè soggetta ad una strettoia rigida ed impermeabile - e con un elevato potere distruttivo. Ecco perchè, a valle di tali manufatti, la cura di ogni particolare rivolto alla corretta funzionalità fluviale di sottosponda, sponda e argini è importante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nota finale necessaria: il costruendo stabilimento in comune di Bellona, pur sfidando le leggi della logica, è perfettamente legale. Il perchè meriterebbe una lunga e noiosa lezione di diritto amministrativo e diritto penale, oltre a lagnose considerazioni sullo stato della "certezza del diritto" in Italia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non risulta per altro che il conduttore del meleto in comune di Capua abbia ricevuto alcun premio per il servizio di manutenione dell'argine e della zona retroarginale reso alla collettività in tanti anni di attività. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-2428010057355529401?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/2428010057355529401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=2428010057355529401' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/2428010057355529401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/2428010057355529401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/01/volturno-ponte-annibale-usi-buoni-e.html' title='Volturno a Ponte Annibale: usi (buoni e cattivi) degli argini naturali'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SXHr3RJy9OI/AAAAAAAAAIE/YpkLuPKTyb4/s72-c/Foto+014.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-1424914622349852228</id><published>2009-01-04T18:48:00.004+01:00</published><updated>2009-01-04T20:30:28.489+01:00</updated><title type='text'>Prima piena dell'anno, prima piena senza lei</title><content type='html'>Oggi ho rivisto il Volturno a Capua, frettolosamente. Prima piena dell'anno: poco sotto i 5 metri sopra lo zero idrometrico di Ponte Romano: acqua veloce, color della creta, tempo rimesso al bello dopo le piogge intense dei giorni scorsi.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' una piena di gennaio, ed è la prima piena del Volturno della mia vita senza mia madre. In questi giorni, tra i tantissimi ricordi che mi si sono affollati nella mente, non pochi legano la figura di mia madre, Rosa, al fiume.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287517541637442882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SWEJMIzyTUI/AAAAAAAAAHs/MLrMJdB7p8A/s400/Foto+027.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Era ansiosa, non amava molto il fiume mia madre e soprattutto lo temeva. Ma mi ha dato buoni consigli per viverlo, e forse, senza volerlo, mi ha insegnato ad amarlo. Fece di tutto per dissuadermi dal frequentarlo, quasi fosse una brutta compagnia, invece comprai la mia prima canna da pesca. "Ci devi andare sempre accompagnato, mai da solo!" E provò a mandarmi a fiume con mio padre. Non funzionò. Papà col fiume non ha mai legato, si annoiava, di nodi sulla lenza non ne voleva sapere, capii presto che avrei fatto di testa mia. A 12 anni iniziai a pescare di nascosto: cosa c'era di meglio del fare una cosa proibita? A 16 anni, visto che proprio insistevo, arrivò la firma di mio padre per la mia prima licenza di pesca. Mia madre da quel momento non ha mai smesso di consigliarmi:"Attento, stai sempre molto attento a dove metti i piedi!" Consiglio solo apparentemente banale, le sponde del Volturno soffrono di fenomeni di collasso, dovuti alla fusione di sabbie, che sotto un'apparenza di stabilità, sono consumate dal lavoro sotterraneo dell'acqua. Prima di mettere un piede, specie se non c'è vegetazione intorno, meglio allungare un bastone o il calcio della canna, giusto per sondare sotto quanto sia solido.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287518973376126738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SWEKfec43xI/AAAAAAAAAH0/quOfvW2FNYU/s400/Foto+153.jpg" border="0" /&gt;  &lt;div&gt;Altro consiglio immancabile:"Tieniti sempre sotto gli alberi". Una sorta di norma di sicurezza vera e propria per il lavoro di sponda: se la riva è a picco, dove ci sono salici e ontani si è più sicuri. In più di un'occasione mi sono rialzato dalle acque del fiume giocando di braccia con quegli archi flessibili e generosi che sono i rami dei salici. E ho sicuramente evitato di beccarmi qualche brutta insolazione d'estate, potendo godere della loro ombra. &lt;div&gt;Allo scoperto ho frequentato solo ghiareti e spiagge ben solide, mai versanti a picco o in frana privi di vegetazione arborea.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Altre raccomandazioni:"Se piove o vedi che fa buio, lascia perdere, chiudi tutto e torna a casa". Ho sempre fatto così, al punto che non sono mai stato un pescatore di anguille, che tipicamente si adescano dopo il tramonto. E raramente mi sono bagnato sotto la pioggia per continuare a pescare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tutti questi consigli erano il distillato di quanto mia madre sapeva del fiume, e lo aveva appreso sicuramente in famiglia. A casa sua, nonno Guglielmo, papà di mamma Rosa, aveva un gran da fare a rimproverare il fratello Michele, mio prozio, che puntualmente tornava a notte fonda dalla pesca all'anguilla. Pare che mio nonno non fosse molto d'accordo con suo fratello, per questa passione piscatoria coltivata al buio, e lungo sponde che potevano essere molto pericolose. Nonno Guglielmo e zio Michele non li ho mai conosciuti di persona, ma tramite mamma la loro esperienza del fiume è giunta sino a me. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quando tornavo dal fiume senza aver beccato nulla, ma con il racconto di qualche tocca, mamma mi guardava sconsolata e divertita dicendo:"Sembri proprio zio Michele..."&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287519763642591730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SWELNebGKfI/AAAAAAAAAH8/0w_ScrxR06U/s400/Foto+195.jpg" border="0" /&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Racconto questa storia familiare per due motivi. Intanto, è dedicata a tutte le madri preoccupate di giovani e giovanissimi che tra qualche settimana ricominceranno ad oliare i mulinelli e a preparare le lenze delle proprie canne da pesca. Inoltre, è la dimostrazione che un fiume lega sul suo proprio territorio più generazioni di uomini, mediante l'esperienza trasmessa, ieri oralmente, oggi con l'aiuto della rete...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-1424914622349852228?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/1424914622349852228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=1424914622349852228' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/1424914622349852228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/1424914622349852228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2009/01/prima-piena-dellanno-prima-piena-senza.html' title='Prima piena dell&apos;anno, prima piena senza lei'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SWEJMIzyTUI/AAAAAAAAAHs/MLrMJdB7p8A/s72-c/Foto+027.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-7414404701593096188</id><published>2008-12-22T20:10:00.005+01:00</published><updated>2008-12-22T20:27:28.872+01:00</updated><title type='text'>Volturno, ci si rivede nel 2009</title><content type='html'>Il 20 dicembre, quarantennale della storica alluvione del 1968, il Volturno scorreva poco sopra lo zero idrometrico, con una portata decisamente appena sopra le righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho avuto il tempo di rivederlo giusto ieri, mentre davo una mano ad una pattuglia di studenti dell'Università di Bari, facoltà di Architettura, gruppo Storia dell'Arte: erano a caccia di immagini delle Torri di Federico II, poste lì, giusto sopra fiume, inserite nel Forte Cavaliere, a guardia di Ponte Romano. A proposito ragazzi, piaciuto il servizio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282695509496630354" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SU_nk7QZDFI/AAAAAAAAAHc/fYUe24V9E0Y/s400/Foto+032.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Le acque scorrono sotto le luci di Ponte Romano, appena illuminate dal tramonto del solstizio d'inverno. Leggo nell'acqua, ancora torbida per la recente piena, una buona previsione: si annuncia un gennaio freddo, carico di neve, con livelli stabili e facilità di riproduzione per le trote di media e alta valle. Staremo a vedere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per i prossimi post ci si rilegge nel 2009: sto lavorando per voi...e sopratutto per lui: fiume Volturno. Auguri a tutti!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-7414404701593096188?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/7414404701593096188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=7414404701593096188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/7414404701593096188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/7414404701593096188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2008/12/volturno-ci-si-rivede-nel-2009.html' title='Volturno, ci si rivede nel 2009'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SU_nk7QZDFI/AAAAAAAAAHc/fYUe24V9E0Y/s72-c/Foto+032.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-3092492455305838358</id><published>2008-12-13T16:18:00.008+01:00</published><updated>2008-12-13T17:19:56.608+01:00</updated><title type='text'>Volturno, Capua, acqua che cala: senza clamori</title><content type='html'>Il fiume Volturno, l'amico di sempre, questa volta è stato discreto. Ieri aveva preso ad alzarsi di livello, furiosamente. A Capua, all'altezza di Ponte Romano, l'idrometro era lambito dall'acqua poco sopra i 3 metri.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ancora tanta acqua nel pomeriggio di ieri e nella scorsa notte era venuta giù, soprattutto dal bacino dell'alta e media valle del grande fiume, assai meno del previsto, invece, dal sottobacino del Calore, quindi in mattinata di oggi era già ridisceso sotto i 2 metri, così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279295780327431186" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SUPTipKinBI/AAAAAAAAAG8/UWUCL9KOFfY/s400/Foto+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Provo a dare il solito sguardo all'idrometro e trovo una traccia, che ieri francamente non c'era.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279296870295335154" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SUPUiFnI8PI/AAAAAAAAAHE/xv2tyvS4H3M/s400/Foto+006.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il vento ed il sole del mattino hanno appena asciugato, facendola seccare, una sottile bava di limo che la corrente aveva pennellato sul muraglione di tufo: si attesta a 4 metri sopra lo zero idrometrico, dove verosimilmente è giunto il livello delle acque questa mattina presto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Devo correggere quanto scritto nei post precedenti sulla misura dello zero idrometrico in questo punto: è assunto al livello del sottosponda, in corrispondenza con l'ideale livello di magra del fiume. Purtroppo, il rifacimento della sponda in cemento, lavori eseguiti male molti anni fa, hanno portato via i primi due metri del misuratore. E manca anche la possibilità di visualizzare, in questo punto, quando il fiume scende sotto lo zero idrometrico. Insomma, un pezzo di metallo mancante e vi sono andato in confusione, perdonatemi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La piena non è stata eccezionale per la verità, fuori dai clamori che ieri hanno accompagnato il Tevere, ed ha comunque lavorato molto sulle sponde, almeno a giudicare dal materiale trasportato a valle ed accatastato su questo pilone di Ponte Romano.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279298940582275154" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SUPWamCAqFI/AAAAAAAAAHM/QLj7pIHxh4I/s400/Foto+007.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Certo, si intravede anche, oltre al legname, la traccia di un'umanità che non smette mai di lasciare ovunque quanto resta dei propri consumi: plastica e polistirolo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sua Maestà il Volturno ama farsi riprendere anche così, mentre la sua acqua cala senza clamori nella curva di Largo Eboli, a Capua.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5279300061067885522" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SUPXb0KmO9I/AAAAAAAAAHU/r46p9THtoFE/s400/Foto+008.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Saluto l'amico frettolosamente, è ora di andare a pranzo e di sorbire un buon caffè, per poi tirare giù due righe di post sul far della sera. L'importante è tornare sempre sulle tue sponde amico mio, magari anche solo per pochi minuti, ma devo guardarti...in faccia, leggerti nella corrente, ritrovare nella tua acqua quanto hai da dirmi della mia terra, sempre, è un vizio ormai, o un'abitudine, non saprei, ma di certo io torno sempre da te. A presto.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-3092492455305838358?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/3092492455305838358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=3092492455305838358' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/3092492455305838358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/3092492455305838358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2008/12/volturno-capua-acqua-che-cala-senza.html' title='Volturno, Capua, acqua che cala: senza clamori'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SUPTipKinBI/AAAAAAAAAG8/UWUCL9KOFfY/s72-c/Foto+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-1154519809435259974</id><published>2008-12-06T17:46:00.013+01:00</published><updated>2008-12-06T18:28:44.670+01:00</updated><title type='text'>Capua, Volturno, effetto piena</title><content type='html'>Avrei voluto fare prima, tornare ancora, ma la settimana è stata di quelle che ti prendono in un vortice. E non ho fatto in tempo a godermi lo spettacolo gratuito che il mio amico fiume Volturno stava dando: la fase di crescita della sua prima vera piena dopo oltre 3 anni e mezzo di regime di magra. Ecco il Volturno sorpreso a Porta Tifatina, Capua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276720381118690194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqtOreks5I/AAAAAAAAAFs/CLq-drSdaeY/s400/Foto+005.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono le 13 e 40 e da poco fiume Volturno ha iniziato a calare di livello. Ha raggiunto, verosimilmente e non più di un ora prima, il livello di 4 metri e 38 centimetri sopra lo zero idrometrico, misurato a Capua dall’idrometro di Ponte Romano. Si considera zero idrometrico il livello della sponda in cemento. &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276721964868628322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STquq3Z-72I/AAAAAAAAAF0/x3kM41yGJlw/s400/Foto+028.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapevo però che sarei giunto qui quasi puntuale per fotografare il livello di massima piena. Vi starete domandando come facevo a sapere giorno e ora. Semplice. La gente di fiume a Capua mi ha insegnato una nozione elementare: “l’acqua da Venafro impiega 3 giorni interi per arrivare fino a Capua.” Vero? Falso? L’esperienza conferma. Come facevano a saperlo? Segreti di gente vissuta a Fiume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276723260667175506" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqv2SobolI/AAAAAAAAAGE/GN8MvKWMCtA/s400/Foto+008.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, ben sapendo che l’ alta valle del Volturno aveva già registrato fenomeni significativi di piena, se pure non eccessiva, intorno all’ora di pranzo di mercoledì scorso, e che anche dal sottobacino dell’affluente fiume Calore stava scendendo a valle tanta acqua, non potevo che fare un’addizione: mercoledì più 3 giorni, e si arriva a sabato, ora di pranzo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276723979840958354" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqwgJw0r5I/AAAAAAAAAGM/k8fQ2thE5Qo/s400/Foto+015.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spettacolo del Volturno in piena rinnova nella mia mente il ricordo di tanti pomeriggi d’inverno, trascorsi a discutere con gli anziani:”Ma cala o alza? – chiedevo. “Cala guagliò, cala – mi rispondevano serafici. Oggi posso dirlo io che sta calando, e non avendo alcun giovane accanto a me, affido a voi la memoria della gente del fiume Volturno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276726032005029346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqyXmq3XeI/AAAAAAAAAGU/smbqV0aJEd0/s400/Foto+019.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancor prima di guardare l’idrometro, è facile rendersene conto. Ecco, la corrente è veloce, segno che il mare sta ricevendo l’onda di piena: la velocità si misura a vista, frutto di tante osservazioni sommate anno dopo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276726568066929362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqy2zp-0tI/AAAAAAAAAGc/_DWMXnjvLD8/s400/Foto+002.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Il trasporto di materiali, rende poi evidenti altri elementi. La circostanza che il fiume non sta salendo è confermata dal numero di rami e frasche trasportati a valle, che si possono facilmente contare nell’arco di un minuto. Si ripete la conta più volte: è costante nell’arco di un’ora. Quando, invece, il materiale trasportato aumenta di consistenza, significa che sempre più sponda asciutta viene “spazzata” dalla furia delle acque: l'acqua sta salendo. Via via che l’acqua decresce, invece, il materiale trasportato tende a depositarsi sulle sponde tornate all’aria, e a diminuire di presenza nella corrente viva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerando la settimana di piogge intense appena trascorsa, questa piena è una bazzecola: il Volturno sa fare molto di più. Con questo regime di acque, per livello e velocità, siamo, a occhio, a 700 metri cubi d’acqua al secondo di portata, non di più. Con due metri d’acqua in più in livello, 6 metri e 40 sopra lo zero idrometrico, e velocità di deflusso in foce minore, il fiume si attesta a 800 metri cubi d’acqua al secondo. E’ la situazione peggiore, in quel caso il fiume è già carico, se arriva altra pioggia sale velocemente e rompe gli argini. E’ preferibile una portata a 900, con lo stesso livello di acque, con una velocità di deflusso maggiore in foce, favorita dal mare calmo. Tale picco di portata, agevola lo scolmo della piena a mare in breve tempo. Quando l’acqua rallenta, ma continua ad arrivarne altra, per corrivazione e con la pioggia, c’è sempre da preoccuparsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276727154483536338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqzY8OmIdI/AAAAAAAAAGk/j6MeYpoVWVk/s400/Foto+018.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appuntamento con l’amico fiume Volturno è solo rinviato a mercoledì, quando giungerà una nuova perturbazione. Fino ad allora, l’arbitro del suo livello, data la portata, sarà la forza del medio Tirreno.&lt;br /&gt;Il fiume lavora, sospinto dagli elementi, instancabile ed inesorabile. Un’umanità indaffarata, continua con noncuranza a transitare sui ponti di Capua, a senso unico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5276722527637395314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqvLn4g13I/AAAAAAAAAF8/K8Ouppp1uaY/s400/Foto+017.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-1154519809435259974?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/1154519809435259974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=1154519809435259974' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/1154519809435259974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/1154519809435259974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2008/12/capua-volturno-effetto-piena.html' title='Capua, Volturno, effetto piena'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STqtOreks5I/AAAAAAAAAFs/CLq-drSdaeY/s72-c/Foto+005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-9137423689329345886</id><published>2008-11-29T16:05:00.016+01:00</published><updated>2008-11-29T20:22:26.760+01:00</updated><title type='text'>Capua, Volturno, effetto pioggia</title><content type='html'>Oggi mi sarebbe piaciuto scendere vicino all'acqua, sentire la sponda morbida sotto le suole degli stivali, annusare gli odori di muschio e di funghi che, in questo periodo, pervadono l'aria al di sotto della linea dell'argine. Ma la pioggia incessante da giorni cade sull'intero bacino del Volturno, e mi induce ad una gita più breve, sotto casa, quella dove sono nato.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274097699922779410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STFb6iqaHRI/AAAAAAAAADc/uZNGozEmkjU/s400/Foto+011.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Capua è cinta dal fiume Volturno a partire da Porta Tifatina, il varco verso Caiazzo ed il Sannio, incassato tra la murazione spagnola della città ed il fiume.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274098644862140098" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STFcxi1gfsI/AAAAAAAAADk/DkDAA53ksnI/s400/Foto+007.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da qui, mentre piove, posso vedere il gruppo di Monte Tifata, la cima più alta, poco più di 600 metri, e scorgo un Volturno limaccioso, con il livello delle acque appena sopra il sottosponda, l'acqua lenta, che si gonfia, ma piano. A mare c'è vento, da qui si è da poco entrati in bassa valle, e lo Scirocco può poco per rallentare il deflusso dell'acqua, raggiunta appena questa notte dalla neve del Matese, che si è sciolta troppo presto. Le previsioni meteo di oggi danno una settimana ancora di maltempo. Eppure è dal gennaio 2005 che qui non si vede più una piena. In quel primo mese di oltre tre anni fa di eventi se ne contarono ben tre. Dopo quell'annata ricca d'acqua, è arrivato il caldo inverno 2005/2006. Tanta poca pioggia nel 2006, che la portata media del Volturno in quell'anno si attestò ad un -39,7% rispetto alla portata media storica di 82 metri cubi d'acqua al secondo. Per lo scorso anno, ancora siccitoso, vedremo presto i dati: saranno resi noti dall'Istat il 2 dicembre prossimo. Ed eccomi al Ponte Romano&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274120755442242866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STFw4jKmVTI/AAAAAAAAADs/ERmyr5TX0s0/s400/Foto+012.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si vedono ancora i resti di una vecchia piena, tronchi che sono lì da tre anni e più. Ma l'idrometro è asciutto, eccolo qui sotto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274121735702048834" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STFxxm6v8EI/AAAAAAAAAD0/KR1WAJe-1Yw/s400/Foto+013.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vedremo insieme cosa accadrà in questa prossima settimana, in fondo l'autunno non è stato dei più asciutti e si avvicina dicembre, il mese d'oro per gli eventi di piena, per le alluvioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Come lo so? Ecco a voi...i livelli di piena di largo Eboli, Capua, sotto la pioggia, fotografia un po' mossa. Sono le tre tacche sul muro della chiesetta del Seminario, la più bassa in granito, le più alte in marmo, rifatte da poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274124027496178018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STFz3AhDIWI/AAAAAAAAAD8/3aiK-vT4qqE/s400/Foto+019.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La tacca più alta, ad oltre tre metri dal piano stradale, segna una data precisa, da anniversario:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274126050031555618" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STF1svDD1CI/AAAAAAAAAEM/kKLzaCSReEw/s400/Foto+021.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Non è uno scherzo, ma poco meno di 40 anni fa l'acqua giunse proprio a quel livello. E i fiumi sono soggetti, ciclicamente, a ripetere episodi simili, se pur a distanza di molti anni. Tecnicamente si definisce "periodo di ritorno" il tempo che intercorre mediamente tra due episodi molto simili, per intensità e caratteristiche che lo hanno generato. Vi sono periodi di ritorno di 50 e 100 anni, e più si avvicina la data dell'anniversario fatidico e maggiore è l'attenzione che occorre prestare al fiume. L'appuntamento con la piena, con l'inondazione, può essere solo rinviato per fortuna o mitigato con l'intelligenza. Ma prima o poi l'uomo è chiamato a pagare il suo tributo al fiume, è il corrispettivo che paga per averne invaso il territorio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A proposito di tributi, guardate questa foto che segue: sono le 12 di un sabato, è ora di traffico, sul ponte della Strada Statale n. 7 "Appia" si procede a senso unico in direzione Sud.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274127984895715730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STF3dW-n6ZI/AAAAAAAAAEU/PW3IbhM9ztk/s400/Foto+016.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;In tanti anni ci si è preoccupati di molte cose, ma non della furia del fiume e dell'incessante traffico quotidiano che lentamente hanno scosso le strutture portanti del Ponte della Statale 7.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Il ponte ha oggi bisogno di lavori di consolidamento statico ed è stato recentemente dichiarato non agibile al traffico bidirezionale. E' stato anche vietato il traffico ai mezzi pesanti. La Città di Capua ha avuto in "regalo" la gestione del ponte dall'Anas, ma non ha i soldi per i lavori. Li troverà? Si spera di si. Intanto, per attraversare Capua è obbligatorio imboccare il Ponte Romano per andare in direzione Nord, altro senso unico, e c'è solo il ponte della Statale 7 per procedere in direzione Sud. Dimenticavo: 15 anni fa, era stato dichiarato parzialmente inagibile anche il Ponte Romano, e da anni già era impiegato a senso unico, caricando parte del traffico urbano sul Ponte della Statale 7. Per attraversare il Volturno con autocarri in doppio senso di marcia bisogna risalire a monte di alcuni chilometri, a Ponte Annibale: tra Capua e Bellona. In un posto bello, ma piuttosto fuori mano. O tornare sull'A1! Si discute da 20 anni su come e dove dotare questo territorio di un quarto ponte stradale. Ma per il momento è ancora un pezzo di carta, un progetto. Nel frattempo si è costruita una superstrada, che muore qualche chilometro prima, a Santa Maria Capua Vetere, collega bene quel centro a Caserta, ma non supera il Volturno. Intanto il fiume e gli elementi consumano, lentamente ed inesorabilmente, l'opera dell'uomo: i vecchi ponti costruiti frettolosamente nel dopoguerra,  per porre rimedio ai danni del bombardamento alleato di Capua del 9 settembre 1943.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Spesso gli uomini dimenticano il Volturno sotto gli argini, lo guardano dall'alto in basso, con noncuranza. Ma siamo solo fuscelli, che lui può sempre spazzare via furiosamente. Gli anziani della mia città mi hanno lasciato in eredità un detto che recita più o meno così: "L'incedio si può spegnere con l'acqua, ma la piena si può solo aspettare che passi". E' un modo per dire, con solo apparente ovvietà, che del fiume non ci si può dimenticare, non ammette ritardi, omissioni, manovre dilatorie.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274136184685513394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STF-6pk2yrI/AAAAAAAAAEc/8dTF4WCAcvA/s400/Foto+004.jpg" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;E' tutto per oggi, ma durante questa settimana tornerò spesso a trovare l'amico Volturno, ho voglia di leggere, e di scrivervi, cosa ha da dirmi ancora, scrutando tra le pieghe dei suoi vortici, delle sue correnti. Dicembre si avvicina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-9137423689329345886?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/9137423689329345886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=9137423689329345886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/9137423689329345886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/9137423689329345886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2008/11/capua-volturno-effetto-pioggia.html' title='Capua, Volturno, effetto pioggia'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/STFb6iqaHRI/AAAAAAAAADc/uZNGozEmkjU/s72-c/Foto+011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-495827461225131175</id><published>2008-11-23T21:38:00.019+01:00</published><updated>2008-11-23T23:27:29.406+01:00</updated><title type='text'>I predoni del Volturno, ecco l'impronta</title><content type='html'>Oggi torno sul fiume Volturno, così come sarei tornato a casa di un amico: per fargli visita, ma anche per rendergli un po’ di quella giustizia che troppo spesso gli viene negata. Se la merita tutta questo fiume. Le canne da pesca restano a casa, oggi non mangerò pesce. Mi fanno invece compagnia: il taccuino, la macchina fotografica, un termometro, un metro da muratore. Strumenti che userò per misurare quanto è straordinariamente grande l’umana stupidità. Per tentare di raccontare ad ognuno di voi quanto l’uomo sa essere insensato nei confronti della natura: un predone dalla memoria corta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccomi a Ruviano, in provincia di Caserta, nella media valle del fiume Volturno, lungo la strada provinciale Ruviano – San Domenico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271956133189221986" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnAK84vfmI/AAAAAAAAACE/MVuR0fCLkV0/s400/Foto+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La imbocco e mi lascio alle spalle “la dormiente del Sannio”, così è chiamato il complesso dei Monti Taburno e Camposauro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271956733613510354" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnAt5pDDtI/AAAAAAAAACM/5ih_0lnLgFU/s400/Foto+002.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Sulla mia destra si affaccia il Massiccio carbonatico del Matese. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271965352130413346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnIjkHmgyI/AAAAAAAAACU/fs1KZ4O1-mc/s400/Foto+003.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Tra pascoli, vigne, oliveti e coltivi, che degradano dalle basse pendici del Monte Maggiore, inizio ad intravedere il filare di salici, ontani e pioppi che segna nel fondovalle la presenza dell’amico di sempre, il Volturno. Qui scorre, a tratti stretto ed incassato ed a tratti ampio, tra il Matese ed il Monte Maggiore, tra raschi e buche, tra piccoli salti e rapide. Un paesaggio romantico, costellato di frammenti di tufo di origine vulcanica e di ghiareti carbonatici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271965902212803346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnJDlVdqxI/AAAAAAAAACc/yH8dXeVrQ54/s400/Foto+004.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo il bivio Piedimonte Matese – Alvignano, proseguo in direzione Piedimonte, e torno sul posto da me scoperto il 18 agosto del 2006, scendendo in acqua dalla riva destra del fiume Volturno. In quel pomeriggio di pesca di oltre due anni fa, mi ritrovai di fronte un grande lavoriero abusivo, che sbarrava il corso del fiume. Il lavoriero aveva ancora le reti tese tra un palo e l’altro. Si poneva come una grande “V” incastonata tra le rive destra e sinistra, posto lì con la chiara intenzione di catturare il pesce con l’uso di esche non consentite, o per raccoglierlo nella rete a sacco posta a valle mediante stordimento. Il vertice della "V" era rivolto verso valle.&lt;br /&gt;Immediatamente segnalai l’abuso al Corpo Forestale dello Stato, con una telefonata al 1515. Una pattuglia si recò sul posto prima del tramonto a constatare l’attendibilità della mia segnalazione. Il lavoriero, come ogni sistema di pesca che sbarra il fiume, in questa zona è doppiamente illegale. E’ fuorilegge già solo costruirlo, perché ancor prima di integrare il reato di bracconaggio, vìola numerose norme di polizia idraulica. Sbarrare un fiume può essere pericoloso. Perché si altera il naturale corrivamento delle acque, e il conseguente lavoro di trasporto dei sedimenti e del materiale a valle. Si finisce, in pratica, per costruire una sorta di piccola diga, illegale e pericolosa, perché ingestibile durante le piene. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Eccomi arrivato. Purtroppo si comincia male: rifiuti abbandonati davanti al sentierino di accesso al fiume.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271967570930328466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnKktyuY5I/AAAAAAAAACk/ooSg5NVwREQ/s320/Foto+007.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;E pensare che qualcuno aveva anche apposto un bel cartello di divieto di discarica! Tempo perso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271968318531635410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnLQO0xCNI/AAAAAAAAACs/1AFCsKF7qwg/s320/Foto+006.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Strano a dirsi, ma il lavoriero dopo due anni, tre mesi e 5 giorni dalla mia segnalazione alla Forestale è ancora lì. Nessuno lo ha rimosso. Il fiume, con le sue onde di piena ne ha semidistrutto le reti. Ma i pali ci sono, tutti o quasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271969049339122882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnL6xS2VMI/AAAAAAAAAC0/SodzUJ4PPkE/s400/Foto+009.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure questo posto è molto bello. Il lavoriero appare abbandonato, i bracconieri, sentita puzza di bruciato, non sono tornati. O forse hanno fatto tanto di quel danno da non trovare più conveniente rischiare tanto per così poco. Ecco come si sviluppa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271970484615783410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnNOUHeI_I/AAAAAAAAAC8/YUoVXnAwO94/s400/Foto+010.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Ho preso anche le misure. La paleria, in legno di castagno, è alta mediamente 50 centimetri, dal fondo del fiume, che qui è molto basso ed ha una corrente molto veloce: tecnicamente un tratto di fiume così si chiama “raschio”: perché l’acqua raschia veloce il fondale basso e ghiaioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lungo il raschio i due rami della grande "V" si sviluppano per 30 metri lungo la riva sinistra, e per non meno di 25 metri lungo la riva destra, dalla quale sono sceso in acqua, indossando stivali cosciali. Il tutto per non meno di 55 metri di rete da circuizione, sacco escluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271971750370981090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnOX_bBtOI/AAAAAAAAADE/Jagod4WayeE/s400/Foto+013.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La foto sopra è scattata verso monte con i piedi dentro il “finale” del lavoriero, ovvero il vertice della V, rivolto verso valle, che consente in questo caso l’utilizzo di una rete a sacco del diametro di 4 metri. Questi dati li riporto perché si possa avere un’idea della redditività dell’ordigno, nel quale sicuramente si sono svolte delle vere e proprie mattanze illegali di pesce pregiato: trote, barbi, cavedani. La maglia della rete ha un lato di poco superiore ai 2 centimetri, pesca grossa è evidente. L'acqua è limpida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271973029373394578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnPicE9vpI/AAAAAAAAADM/FzaqCGvOehY/s400/Foto+012.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui oggi, tra le ore 13 e le 14 si registra una temperatura dell’aria di 9 °C, mentre l’acqua è un po’ più calda: 11 gradi Celsius.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domanda: perché questo lavoriero è ancora qui, nonostante sia stato segnalato più di due anni fa? Conflitti di competenza tra gli enti, lentezze burocratiche o mancanza di fondi le possibili risposte, al solito. La cosa è ancora più grave, se si considera che qui mi trovo tra due parchi regionali, Matese e Monte Maggiore – Monte Monaco, mentre la media valle del fiume Volturno è già stata riconosciuta come Sito di Interesse Comunitario, e sta per diventare anch’essa parco regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5271974491752018306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnQ3j3MsYI/AAAAAAAAADU/FtL_j7CZyao/s400/Foto+014.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste acque, con queste temperature, normalmente si trovano cavedani e barbi nelle zone a corrente veloce e medio veloce. Le buche riservano sorprese, quanto alla presenza di carpe di grosse dimensioni. Ma in tratti come questo - con un’acqua di qualità in Classe II, stando alle metodiche di analisi del CNR – potrebbero riprodursi anche le trote. I predoni del fiume che avevano costruito questo ordigno illegale non erano degli incompetenti.&lt;br /&gt;Tocca ora alle "autorità competenti" fare piazza pulita al più presto di questo scempio. Anche perchè potrebbe essere nuovamente usato per predare il fiume.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-495827461225131175?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/495827461225131175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=495827461225131175' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/495827461225131175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/495827461225131175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2008/11/predoni-del-volturno-ecco-limpronta.html' title='I predoni del Volturno, ecco l&apos;impronta'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SSnAK84vfmI/AAAAAAAAACE/MVuR0fCLkV0/s72-c/Foto+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5763940051509599163.post-8787997182966481645</id><published>2008-10-12T12:01:00.007+02:00</published><updated>2008-10-12T12:14:22.369+02:00</updated><title type='text'>E in mezzo scorre il fiume</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho preso a prestito il titolo del mio primo post, non a caso, dal celebre film di Robert Redford; il fiume è una costante nella vita di chi è nato lungo le sue sponde, come me, e diventa la metafora della vita stessa: nasce dalla montagna madre, cresce lungo il proprio corso tra valli e pianure, finisce nel mare. Il fiume come la vita è al tempo stesso costante e ciclico.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256206410604553474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SPHL4cI3JQI/AAAAAAAAABY/hXFJqzekDdk/s320/Foto+147.jpg" border="0" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fiume è l’ambiente lungo il quale si sono sempre sviluppate o estinte le civiltà. Le memorie di antiche civiltà scomparse raccontano talvolta di fiumi insabbiati, scomparsi e perduti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256206834234555074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SPHMRGSH-sI/AAAAAAAAABg/Q0hyUFT8rP0/s320/Foto+150.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Volturno, come tanti altri fiumi italiani d’oggi, soffre di molti mali: furti di inerti, lavori di rifacimento di sponde ed argini spesso discutibili, inquinamento delle acque, bracconaggio, uso non sempre sostenibile delle sue acque. Tutelare il Volturno ed il suo ambiente circostante equivale a proteggere il vivere civile che intorno ad esso si è sviluppato. Lo scopo di questo blog è quello di raccontare il fiume Volturno giorno dopo giorno, lungo le sue sponde, dando voce a chi vive ancora con questo splendido ambiente un rapporto sano. Sarà un po' come dare "diritto di parola" al fiume stesso, cercando di proporre soluzioni operative ad i problemi che lo affliggono. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256207380087838434" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SPHMw3vsFuI/AAAAAAAAABo/T8IxuBKuc8w/s320/Foto+172.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le immagini di questo post sono state scattate a Capriati al Volturno, nello scorso mese di settembre. Il fiume – appena entrato in territorio della Provincia di Caserta - appare ancora sano. Ma scopriremo insieme che c'è ancora molto da fare per salvarlo. Un atto che deve essere collettivo, che può ben partire mettendo in rete tanti interessi di singoli: un mosaico di piccoli gesti quotidiani per salvare, attraverso il Volturno, le sue acque e le sue sponde, un nostro modello di convivenza comune, più moderno, perché più consapevole della fitta serie di rapporti di interdipendenza tra Uomo e Ambiente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mimmo Pelagalli&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5763940051509599163-8787997182966481645?l=fiumevolturno.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/feeds/8787997182966481645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5763940051509599163&amp;postID=8787997182966481645' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/8787997182966481645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5763940051509599163/posts/default/8787997182966481645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fiumevolturno.blogspot.com/2008/10/e-in-mezzo-scorre-il-fiume_12.html' title='E in mezzo scorre il fiume'/><author><name>Mimmo Pelagalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03882825325097585051</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SL-4rC08WlI/AAAAAAAAAAM/-1HKNQj4WIs/S220/Foto0103.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KV9_DvTT-ns/SPHL4cI3JQI/AAAAAAAAABY/hXFJqzekDdk/s72-c/Foto+147.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
